L’allestimento racconta il rapporto della comunità con la propria terra attraverso l’esposizione scenografica di oggetti e l’immersione in feste, giochi, canti e memorie storiche restituite in multivisione. Il Museo della terra si propone come luogo vivo di conoscenza e salvaguardia promuovendo mostre temporanee, eventi culturali e laboratori didattici per tutte le età. Il percorso espositivo apre al territorio grazie a un orto-frutteto e a itinerari di carattere storico-naturalistico.

Orario di apertura:

Dal 01 giugno al 30 settembre
venerdì sabato e domenica dalla 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00
dal 01 ottobre al 31 maggio
venerdì, sabato e domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00.

Aperture straordinarie su richiesta

Museo della terra
Via S. Sebastiano snc
01010 Latera VT
tel. 0761459785 – Comune di Latera
tel. 0761459608 – Museo della terra
tel. 3470583525 – Pro Loco Latera

L’allestimento racconta il rapporto della comunità con la propria terra attraverso l’esposizione scenografica di oggetti e l’immersione in feste, giochi, canti e memorie storiche restituite in multivisione. Il Museo della terra si propone come luogo vivo di conoscenza e salvaguardia promuovendo mostre temporanee, eventi culturali e laboratori didattici per tutte le età. Il percorso espositivo apre al territorio grazie a un orto-frutteto e a itinerari di carattere storico-naturalistico.

Orario di apertura:

Dal 01 giugno al 30 settembre
venerdì sabato e domenica dalla 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00
dal 01 ottobre al 31 maggio
venerdì, sabato e domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00.

Aperture straordinarie su richiesta





Come nasce

Il Museo della terra di Latera, inaugurato nel 2001, nasce dalla musealizzazione della collezione composta da circa 1500 oggetti e realizzata da Luigi Poscia. Quest’ultimo, un ex agricoltore, a partire dal 1972 ha raccolto a Latera e nel territorio ad essa limitrofo oggetti che testimoniano la dimensione materiale di quel mondo rurale che a partire dal dopoguerra ha iniziato a mutare volto in modo molto veloce. La collezione comprende arnesi da lavoro relativi ai mestieri artigiani ma anche all’agricoltura, all’allevamento, alla conduzione della casa e allo svolgimento delle attività domestiche e quotidiane. Essa quindi si contraddistingue per il fatto di documentare non solo, come spesso accade, un aspetto specifico della vita degli scorsi decenni, ma tutta la realtà locale tradizionale nei suoi aspetti più evidenti così come in quelli più nascosti.
In una seconda fase rispetto a quella iniziale, grazie anche ai finanziamenti regionali ed europei, la struttura si è ampliata - attraverso approfondite ricerche sul campo - con la realizzazione di una nuova ala espositiva multimediale incentrata sui beni immateriali. È in questa fase che si è provveduto a progettare ed impiantare nei giardini del Museo l’ orto-frutteto. L’inaugurazione di questo secondo lotto risale al 2003.

Perché la terra

Fulcro centrale attorno al quale verte l’esposizione del Museo è la terra, quest’ultima intesa sia come risorsa economica connessa alla strutturazione di ben determinati rapporti sociali ed economici interni ed esterni alla comunità, sia come metafora della memoria, delle radici e delle identità.
Il Museo della terra, alla luce della Missione che si è dato, intende costituirsi non solo come luogo di raccolta, conservazione e valorizzazione, ma sopratutto come strumento di conoscenza del territorio e di confronto critico con le esigenze, le funzioni e gli interessi locali.

Il percorso allestitivo

Il percorso allestivo del Museo si articola in tre macro-sezioni.
La prima è dedicata alla esposizione della collezione Poscia. Questo spazio è ordinato secondo tre grandi nuclei concettuali: il dentro, il fuori e lo scambio. Il primo riguarda le attività che si svolgevano in campagna (coltivazione, allevamento) e nel bosco; il secondo è relativo alle attività domestiche ed a quelle praticate nelle botteghe; infine il terzo polo vuol essere un momento di connessione tra i precedenti due (rappresentato dalla compravendita di quanto prodotto grazie al lavoro agricolo e trasformato dal lavoro artigiano). Diciotto bacheche aperte offrono circa quattrocento oggetti suddivisi per argomento e contestualizzati attraverso snelle didascalie e gigantografie che completano il percorso.
L’allestimento del secondo piano del Museo è dedicato alla documentazione e alla restituzione degli aspetti immateriali della cultura di Latera e dei dintorni: le feste, i giochi, i canti, la storia orale. La prima sezione è la “Galleria delle Processioni”, composta da cinque grandi schermi sui quali sono proiettati in multivisione filmati relativi a sei feste tradizionali dell’Alta Tuscia. La postazione è stata pensata in modo tale da portare il visitatore a trovarsi al centro dell’evento festivo mostrato e di dargli la sensazione di viverlo in prima persona.
I giochi e i canti sono resi fruibili attraverso la proiezione di diapositive coordinata all’ascolto di suoni e voci nella zona denominata “Quattro cantoni”. I “Bauli della memoria” chiudono il viaggio nella memoria raccontando il rapporto dei lateresi con la loro terra. L’allestimento è composto da pochissimi oggetti - selezionati tra quelli messi a disposizione dalle persone del paese e dalla collezione di Luigi Poscia - e pannelli che riportano la trascrizione della viva voce delle persone intervistate che raccontano la durezza del distacco nella migrazione e nell’emigrazione, le lotte per la conquista delle terre, la devastazione della guerra, la pericolosità della terra all’epoca dei briganti e la cucina tradizionale locale.
Completa il percorso museale uno spazio espositivo esterno che illustra l’orto (contadino ma anche monastico, con le piante aromatiche e le erbe medicinali) e gli alberi da frutto tipici della zona, oltre che uno spazio di prato attrezzato con tavoli e panche dove i visitatori possono piacevolmente sostare. Questa sezione esterna ha l’intento di documentare il modo in cui l’uomo modella il paesaggio naturale attraverso le proprie attività e le proprie colture.
Dal Museo partono dei percorsi di tipo storico-artistico, storico e naturalistico che conducono alla scoperta del territorio all’interno del quale la struttura è collocata.

L’edificio

L'edificio che ospita la struttura è l’antico complesso della grancia e chiesa di San Pietro. È questa la più antica chiesa di Latera (notizie che la riguardano risalgono ai primi anni del 1000), che con il granaio attiguo rappresenta una delle testimonianze più remote della presenza monastica nel territorio dell’alta Tuscia. Il complesso nasce, infatti, come dipendenza dell’Abbazia Cistercense del Monte Amiata. La chiesa e la grancia, che nel corso degli anni hanno finito anche con l’essere usate come stalla, sono state interamente restaurate lasciando a vista l'intera muratura (pavimento in pietra, soffitto rivestito con travi di legno). Su quest’ultima si è innestata una progettazione di stampo “futuribile” caratterizzata da intelaiature metalliche e colori contrastanti, che proprio nel rapporto dialettico con l'edificio conferisce al Museo una forte impronta comunicativa.
Nella grancia trova collocazione anche una postazione per video-proiezione ove si possono visionare documentari sulla collezione o, in caso di allestimento di mostre temporanee, filmati che introducono le medesime. In questa zona di recente è stata allestita la Mostra permanente delle chiavi appartenenti alla collezione del Museo.

Attività

Il Museo della terra svolge costantemente durante il corso dell’anno attività di documentazione audiovisiva riguardante il territorio, inoltre è sede di attività di tirocinio svolte da studenti universitari.
Nell’attiguo ex-mattatoio, oggi centro culturale polifunzionale, è stato realizzato un laboratorio didattico permanente dotato di aule per esercitazioni pratiche e per seminari.
Il Museo si fa costantemente promotore di iniziative culturali quali mostre, convegni, incontri e presentazione di libri. Chi voglia essere informato degli eventi programmati può contattare il seguente indirizzo di posta elettronica: infomuseolatera@yahoo.it


Il Museo della terra di Latera fa parte del Sistema museale del Lago di Bolsena [inserire link] e del Sistema museale regionale tematico antropologico DEMOS.


E-Mail:museodellaterra@comune.latera.vt.it
Sito Web: http://www.museodellaterra.it/